domenica, 09 agosto 2009
Augusto e il presidente negro


Era un assolato pomeriggio di Luglio, e Augusto Frangipetto, come ogni assolato pomeriggio di Luglio, portava al parco il suo pastore maremmano, Bering.
L'afa era devastante, e l'eroe di Poggio Gaudente decise di ristorarsi in una baretto vicino al parco.
Beveva tranquillo la sua limonata, quando ad un tratto si accorse che tutti i clienti del locale s'erano accalcati dinanzi al televisore.
Cercò di scorgere di cosa si trattasse, ma la ressa era troppa per veder qualcosa, inoltre una gomitata in pieno volto da parte di un vecchiaccio lo fece tornare sommessamente al suo posto.
Dopo un conciliabolo tra lui e se stesso, decise di far appello alla tecnica dell'informazione.
-Cosa stavate guardando?
-Obama.
Tornò a casa per vedere chi fosse questo Obama, e google diede la risposta.
Era il presidente degli Stati Uniti, il primo presidente di colore degli Stati Uniti.
Augusto era su tutte le furie.
C'era già stato un presidente negro.
Tre anni prima, rovistando tra le scartoffie, aveva trovato il diario di un suo vecchio antenato emigrato nell'800' negli Stati Uniti, Benito Salvatore Roberto Frangipetto, detto “The Grinch”;
Sul diario che teneva in manicomio, il Grinch affermava di essere stato eletto dall'agorà di Washington il primo settembre del 1834, destituendo di fatto il presidente in carica Andrew Jackson.
“The Grinch” asseriva di aver visto in sogno Mormon, che gli avrebbe rivelato come lui fosse la reincarnazione del negro Miguel, tornato sulla terra per liberare i neri dalla schiavitù.
Da quel giorno Benito andò in giro con la faccia pitturata di pece, donatagli personalmente da Mormon sul monte Moriah.
Dopo riessersi immerso per 3 minuti nella lettura delle antiche memorie di famiglia, il Frangipetto decise di riportare le cose nel loro giusto ordine.
Chiamò direttamente da Fyresdal Uriah Lars Knut Huitfeldt Frangipetto detto “Valhalla” , meglio conosciuto in Argentina come Juan Ramirez Sierra detto “El Mierda”, suo prozio di 106 anni collaboratore di Quisling rifugiatosi in Sudamerica dopo la fine della guerra.
Dopo tre settimane il Frangipetto italiota si accorse che le lettere piene di scarabocchi osceni non erano uno scherzo del vicino rompicoglioni, ma missive del prozio, che scriveva solamente in runico.
In preda ad un attacco di spocchia totale, Augusto decise di rispondere a caso senza avvalersi di nessun supporto, convinto bastasse sacrificare ad Odino il figlio del vicino rompicoglioni.
Dopo vari tentativi di traduzione Juan “El Mierda” credette di riconoscere nel runico spocchioso una antica variante del dialetto parlato dagli elfi islandesi abitanti dei geyser, giurando a se stesso di aver letto qualcosa a riguardo nel Silmarillion di Tolkien.
Dopo l'affannosa traduzione, lo scandinavo  riconobbe l'indirizzo dell'abitazione di certo Steven Bickler, afroamericano di Boston.
Seppur scettico vista la modestia dell'abitazione, El Mierda fu finalmente convinto dall'adesivo di Obama attaccato nel retro della macchina del malcapitato.
Bickler fu arso vivo nella sua casa con tutta la famiglia, animali compresi.
Juan, in preda al fanatismo, si proclamò nuovo presidente degli Stati Uniti, fuhrer di Boston e dichiarò che dal quel giorno tutti i negri erano per legge bianchi.
Al posto della casa del Bickler fece costruire un tempio dedicato a Tolkien, gli elfi, i cobolli, le SS, Hitler e Madame Blavatskij.
Il Frangipetto per congratularsi gli mandò un poster di Thor.
El mierda non gradì tanto.
Era il Thor della Marvel.
Scritto da: Castruccio alle ore 16:15 | link | commenti | categoria: le storie di nonno augusto
giovedì, 09 ottobre 2008
Augusto e i metallari




Era un piovoso venerdì, e come ogni piovoso venerdì Augusto si recò dal suo rivenditore musicante di fiducia.
Trovò un amara sorpresa:la sua sezione preferita, “Robaccia country inascoltabile”, era stata soppressa in favore della sezione “Metal speed trash gothic power”.
Non ebbe neanche il tempo di recriminare che una massa di adolescenti borchiati lo sommerse, riducendo la sua visita ad una serie di sberleffi, quali “nonnetto”, “il banjo lo suonerai te” e soprattutto “tornatene a Nashville, coglionazzo”.
Fu qui che la rabbia prese il sopravvento, subito sostituita dalla gaiezza vendicatrice.
L'orda barbarica aveva infatti affisso nella vetrina del negozio la locandina del “Metal Death festival”, in programma la settimana a venire.
Il Frangipetto ebbe tutto il tempo di prepararsi alacremente.
Chiamò direttamente dal Tennessee la “Erszebet Bathory Country band”, una band country WASP razzista che nel tempo libero si dedicava allo stupro etnico, capitanata dal suo lontano parente George “Mr.Brown” Bootsie Frangipetto.
La vendetta è un piatto che va servito con un sottofondo di banjo...
Arrivò quindi la serata del festival.
O meglio, non arrivò proprio.
La carovana che trasportava tutta la combriccola metallara fu bloccata da un ingorgo nel bel mezzo della campagna.
L'ingorgo però non era provocato dal traffico, ma da una masnada di presunti reduci della guerra di secessione, sia nordisti che sudisti, che per l'occasione si erano uniti in nome del country, orgoglio statunitense.
I reggimenti erano capitanati da un pazzo scelto in un malfamato ospedale psichiatrico dell'Ohio, convinto di essere il generale Custer, che al grido di “Little BigHorn è solo una leggenda metropolitana” diede l'assalto alla carovana metal, che riconobbe come “Tribù Sioux” in quanto “vestivano strano e avevano tutti i capelli lunghi”.
I metallari, inermi, furono trucidati.
L'orda secessionista poi, aprofittando della tenebre avanzò e circondò la zona antistante al palco.
I fan, inferociti per il ritardo dei musicisti, esplosero quando videro il primo idolo salire sul palco.
La gioia svanì subito, quando si accorsero che il presunto frontman non era altro che il borioso Frangipetto, che vestito in segno di scherno da Toro Seduto incominciò a ballare sotto le note di “Apache” della Sugar Hill gang, dando poi segno con un segnale fumoso di iniziare con l'attacco.
I fan furono morsi in una tenaglia clamorosa, e uccisi a colpi di pogo dalle palle dei cannoni unionisti e delle carabine confederate.
In seguito il luogo venne raso al suolo, e posta una targa con la scritta:
“THE REAL LITTLE BIGHORN”.
Lo scalpo del giovane che aveva detto al negozio “tornatene a Nashville, coglionazzo” è ora conservato in una bacheca nel municipio di Nashville.


MORALE:
Indiani, metallari, stessa merda.

Scritto da: Castruccio alle ore 15:32 | link | commenti (6) | categoria: le storie di nonno augusto
martedì, 06 maggio 2008
Augusto e la manifestazione sindacale

Era un Giovedì pomeriggio, e come ogni giovedì pomeriggio Augusto stava andando a comprare la pappa per il suo gatto Cimiglio.
A circa metà strada, trovò una sorpresa inattesa:una massa di gente cartellomunita che occupava tutta la sede stradale.
Cigl, Cisl, uil, ugl, soad, rhcp, tutte queste sigle per il Frangipetto erano parti di un solo acronimo che voleva dire:merda.
Dopo circa 4 ore il Frangipetto riuscì a divincolarsi, dopo aver ucciso tra l'altro un ex-partigiano 95 enne al grido di "eia eia alalà!" e essersi di passaggio iscritto ad un feroce gruppo neonazista del trivenento.
Arrivato al negozio, ormai era troppo tardi.
La pappa per Cimiglio, un prezioso unguento speciale a base di aglio pestato e pesto agli aceri, era finita da un pezzo.
L'ultimo preziosissimo flacone lo aveva preso Robertino Banana, per dopare il suo micio Evaristo in vista dell imminente scontro per la corona mondiale dei WCBA(Wrestling cat battle arena)-*ndr, Cimiglio era uscito al primo turno eliminato dal gatto filippino Majestic.-
Incazzato come una bestia per la doppia, solita, cocente sconfitta, decise di punire i colpevoli della disfatta.
Chiamò direttamente da New York Paul Markus Ermete "The Human Luftwaffe" Frangipetto, discendente diretto del fuhrer e in prima linea nella lotta all'antinazismo.
Una settimana dopo l'ennesimo, infinito corteo sindacale si snodava per le vie della città.
Ad un certo punto il corteo curvò per la lunga via principale.
Era tarda sera ormai, e i lampioni erano già accesi.
Ad un certo punto, a sorpresa, i lampioni si spensero.
Un silenzio di tomba e un buio pesto calarono sul corteo a presagio del sinistro evento che stava per capitare.
Al riaccendersi delle luci, la scena cambiò radicalmente:bandieroni con croci uncinate e aquile degli Hoenstaufen erano appese a mò di arazzi in ogni balcone della via;gli abitanti affacciati erano misteriosamente diventati tutti biondi e alti, e i bimbi erano vestiti alla Heidi.
Il corteo sindacale continuò in un silenzio agghiacciante, e dopo 500 metri si intravide sulla sinistra un palco d'onore.
Erano presenti Augusto Frangipetto vestito da fuhrer e il fuhrer vestito da Augusto Frangipetto.
L'effige di Cimiglio campava nei labari delle armate imperiali, che ormai avanzavano verso gli scioperanti.
In realtà l'intervento dell'esercito fu meramente quello di ripulire il campo, in quanto la luftwaffe del Frangipetto aveva cosparso di acido muriatico l'intera via uccidendo il 90% dei manifestanti.
Augusto volle tenere per se l'onore di finire di mano propria i pochi superstiti, provando particolare gioia contro i vecchi e i bambini.
Subito dopo creò il vero terzo reich, perchè l'altro non lo considerava tale in quanto non abbastanza feroce.

MORALE:Il male assoluto, quando è al servizio del Frangipetto, non è più tale.


Scritto da: Castruccio alle ore 19:54 | link | commenti (4) | categoria: le storie di nonno augusto